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Una petizione per chiedere a Netflix di produrre una serie sull’eroe albanese Skanderbeg

E’ stata lanciata sulla piattaforma Change.org una petizione per chiedere a Netflix di produrre una serie televisiva sull’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Skanderbeg, il condottiero che guidò la resistenza albanese bloccando per 25 anni l’avanzata dei turchi-ottomani verso l’Europa. «Chiediamo a Netflix di produrre una serie su Skanderbeg e l’enorme ruolo dell’Albania nella sconfitta degli Ottomani e nella difesa dell’Europa dall’invasione ottomana nel tardo medioevo, che ha impedito la loro espansione. Skanderbeg è in cima alla storia militare del XV secolo come l’avversario più tenace e sempre vittorioso dell’Impero ottomano nel suo periodo di massimo splendore» è scritto nella petizione.

Nel testo si ricorda il ruolo del principe albanese: «Fu chiamato Athleta Christi (Campione di Cristo) da molti Papi come Callisto III, Pio II, Paolo II e Nicola V. La serie parlerà della rivolta albanese contro l’Impero Ottomano e includerà anche la Repubblica di Venezia, il Regno di Napoli, Stato Pontificio (Status Ecclesiasticus), Regno d’Ungheria guidato da John Hunyadi un altro Athleta Christi e così via. Speriamo che Netflix accetti la nostra richiesta». Secondo alcune tradizioni consolidate il 6 maggio 1405 nasceva Gjergj Kastrioti, il cui legame con la Puglia è ancora oggi molto forte. Giorgio Castriota Skanderbeg tra il 1461 e il 1470 vi si stabilì una numerosa comunità di albanesi, giunti in Puglia al seguito al condottiero intervenuto a sostegno di Ferrante I d’Aragona contro Giovanni d’Angiò. L’impronta albanese è tuttora viva nella lingua e nella cultura locale. Lo sanno bene nei comuni di Casalvecchio di Puglia e di Chieuti, in provincia di Foggia, in cui sono ancora vive la lingua e la cultura arbëreshë.

I due centri furono fondati nel XV secolo dagli immigrati albanesi ben accolti dai sovrani aragonesi del Regno di Napoli, grazie ai rapporti fraterni che li legavano al valoroso capo della lega dei kapedan albanesi, Giorgio Castriota Skanderbeg. Fu l’invasione della Grecia da parte dei Turchi Ottomani nel XV secolo che costrinse molti Arbëreshë ad emigrare nelle isole sotto il controllo di Venezia e in Italia meridionale. I centri arbëreshë d’Italia, come Casalvecchio di Puglia e Chieuti, da allora, hanno conservato i costumi e la lingua arcaici.

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