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Un video che racconta “Chieuti: la porta di Puglia”, dove mare e terra si incontrano

«Esiste un posto dove mare e terra si incontrano. Dove storia e tradizioni si plasmano, rendendolo unico». E’ Chieuti, la porta di Puglia. Un video suggestivo pubblicato in questi giorni dal Comune di Chieuti racconta tutte le bellezze e le tipicità culturali, storiche, tradizionali, paesaggistiche, naturali del piccolo centro della provincia di Foggia, in cui uno degli aspetti principali è l’appartenenza alla comunità arbëreshe.
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Lo scorso mese di marzo, a seguito della richiesta da parte del sindaco di Chieuti, Diego Iacono, per ottenere un brevetto, il Ministero dello Sviluppo Economico valutando le motivazioni ha insignito il Comune di Chieuti del titolo: “Chieuti: la porta di Puglia”. «La decisione di intraprendere questa strada è volta alla creazione di spazi culturali richiamando tantissimi visitatori migliorando la qualità della vita di tutti i cittadini. Questo fatto rappresenta per il territorio chieutino una vera e propria ripartenza che darà sicuramente i suoni frutti, creando benefici al turismo locale, alle tradizioni e nel campo agro – alimentare, favorendo sicuramente lo sviluppo locale da troppo tempo fermo al palo» aveva scritto il primo cittadino, ricordando anche la storia della comunità di origine arbëreshe.

«Chieuti, sorge quasi ai confini del Molise. E’ situata su una collina da dove si scorge il mare, un magnifico panorama che parte dalla Maiella per arrivare al Gargano. Paese di origine albanese dove molti parlano e comunque capiscono l’arbëreshe, forma arcaica della lingua albanese. Gli albanesi giunsero negli anni che vanno dal 1461 al 1470, quando Giorgio Castriota Skanderbeg, Princìpe di Krujia in Albania, inviò un corpo di spedizione di circa 5000 uomini in aiuto di Ferdinando I° d’Aragona nella lotta contro Giovanni d’Angiò. La popolazione quindi ed anche Chieuti, subirono quella che nella storia delle colonie albanesi in Italia si chiama, terza migrazione». Poi, il sindaco Iacono ha evidenziato anche altri aspetti storici, culturali ed architettonici del paese. «Il paese è caratterizzato da un centro storico con basse case e antichi palazzotti e vicoli stretti da cui s’intravedono panoramici scorci sulla costa. Paese ricco di tradizioni uniche che si tramandano da più di 400 anni, come la festa di San Giuseppe caratterizzata dalla benedizione dei fuochi e l’arrivo dei carri in paese. Avvenimento che richiama le antiche “feste di primavera” di origine albanese».

Unica nel suo genere la Festa in onore del santo patrono San Giorgio, che ricorre proprio in questi giorni, il 23 aprile, in cui fanno spicco la tradizionale benedizione dell’Alloro, il Tarallo e la Corsa dei carri o Carrese, conosciute in tutto il mondo. «Per questo – ha ricordato il sindaco – la regione Puglia con una Legge Regionale ha riconosciuto e tutelato queste tradizioni valorizzandole come risorse culturali con una forte identità storico – culturale territoriale ed umane fortemente radicate nel territorio, sostenendo lo sviluppo locale. L’economia si basa sul turismo con una magnifica spiaggia ed un mare limpido ed incontaminato con tantissima gente che arriva in estate da ogni parte d’Italia e del mondo. L’agricoltura è importante favorita da un terreno fertile».

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