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Faeto, Celle di San Vito e Casalvecchio di Puglia raccontate dai Borghi Autentici d’Italia

Faeto e Celle di San Vito, per la cultura francoprovenzale, Casalvecchio di Puglia, per la tradizione arbëreshe. All’appello, al momento, manca solo il comune di Chieuti e poi i quattro centri della provincia di Foggia inseriti nei progetti di tutela per le minoranze linguistiche storiche ai sensi della Legge 482/1999, saranno tutti presenti nell’associazione dei Borghi Autentici d’Italia. Si tratta di «una rete fra territori dove protagoniste sono le persone e le comunità, realtà che decidono di non arrendersi di fronte al declino e ai problemi ma che scelgono di mettere in gioco le proprie risorse per creare nuove opportunità di crescita: realtà che appartengono a quell’Italia che ce la vuole fare». L’obiettivo dell’associazione, quindi, è quello di «riscoprire i borghi italiani quali luoghi da vivere, sostenere e preservare».

Sul sito www.borghiautenticiditalia.it è possibile conoscere e scoprire tutti i Borghi Autentici d’Italia che fanno parte dell’associazione attraverso schede, foto, racconti e notizie che provano a valorizzare questi piccoli centri fonti di attrazione culturale, sociale e naturale. Come i comuni della Capitanata in cui sono ancora custodite e particolarmente sentite le tradizioni linguistiche, culturali, musicali ed enogastronomiche del francoprovenzale e dell’arbëreshe. A supportare il percorso di valorizzazione e di conoscenza dei centri, anche la pagina facebook Borghi Autentici Puglia che ogni giorno attraverso immagini condivise da appassionati, turisti e residenti, racconta le bellezze di questi luoghi incantati. Come il post dello scorso 7 aprile che invita a «scoprire la Chiesa Madre di Faeto intitolata al Santissimo Salvatore. L’edificio, situato nel centro storico del piccolo borgo, è stato costruito nel 1570, sui ruderi di un antico castello. Restaurata per l’ultima volta nel XIX sec. Scatto di: @domenicozik72».

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