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Chieuti, una festa di San Giorgio diversa ma con «la stessa emozione e devozione»

«Oggi non è un giorno come gli altri e ogni Chieutino lo sa, anche se sarà una festa diversa ognuno di noi la vivrà sicuramente con la stessa emozione e devozione verso San Giorgio. Buona festa a tutti i Chieutini, soprattutto questa volta a quelli lontani, che soffriranno per non poter esserci ma ai quali vogliamo dire che presto tutto tornerà, più forte, più intenso e più bello di sempre». Con poche e semplici parole Diego Iacono, sindaco di Chieuti e l’Amministrazione Comunale, nei giorni scorsi sulla pagina facebook del Comune hanno augurato buona festa di San Giorgio a tutta la comunità di chieutini sparsa per l’Italia e nel mondo. Perché anche quest’anno, a causa delle restrizioni dovute dalla pandemia, non è stato possibile celebrare il santo patrono del piccolo centro foggiano rispettando la tradizione.

I festeggiamenti da tradizione durano tre giorni, ogni anno dal 21 al 23 aprile. La comunità chieutina rende omaggio al suo patrono attraverso tre simboli: l’alloro, il tarallo, la corsa dei buoi. I festeggiamenti iniziano il 21 Aprile, giornata caratterizzata da tre momenti. Le quattro contrade (Collefinocchio Vaccareccia, Collefinocchio San Vito, Cittadella e Giovanissimi) entrano in paese con i carri trainati dai buoi, carichi di alloro, che verranno portati in chiesa, benedetti e offerti al santo e distribuiti a tutta la popolazione. Il secondo momento è l’offerta del tarallo: una famiglia, ogni anno, confeziona un tarallo con il caglio del latte che pesa 80 chilogrammi; il padrone di casa lo porta in processione in chiesa. Infine ci sarà la celebrazione eucaristica con la benedizione dei bambini vestiti da San Giorgio (sangiorgini). Il 22 Aprile, si svolge Il Palio di San Giorgio: le quattro contrade partecipanti alla corsa si avviano verso la chiesa per la Messa dei Carrieri; dopo la celebrazione il sindaco procede all’estrazione della Cartella, ossia l’ordine di partenza dei carri. Poi la benedizione dei carri e l’inizio della corsa dei buoi.

Il 23, ricorrenza di San Giorgio, si svolge la processione del simulacro per le vie del paese: i carrieri e i cavalieri della contrada vincitrice del Palio hanno il privilegio di portare in processione la statua di San Giorgio, indossando il tipico fez, un copricapo rosso con il fiocco del colore della propria contrada. Per riprendere la tradizione, dunque, bisognerà aspettare ancora un anno. Anche questo 2021 ha costretto tutti i chieutini a rendere omaggio a san Giorgio in modo più intimo e riservato

 

 

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