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L’aiuto dei Medici albanesi all’Italia per l’emergenza coronavirus, la gioia delle comunità arbëreshë

“Noi non siamo ricchi e nemmeno privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli Albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e il mondo intero”. Con queste parole il premier albanese Edi Rama ha salutato l’invio di 30 medici che sono arrivati ieri in Italia in aiuto della Lombardia per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Le comunità arbëreshë presenti in Italia hanno accolto la notizia con grande gioia e condivisioni, forti del profondo legame con il Paese delle Aquile. In particolare, a Casalvecchio di Puglia, enclave arbëreshë della provincia di Foggia, il sindaco Noè Andreano ha commentato l’arrivo del contingente sanitario. “Il discorso del premier albanese, Edi Rama, mi commuove ma non mi sorprende-  scrive su facebook Andreano – . Il popolo albanese ha un ‘codice d’onore’, la ‘beza’, per cui è meglio morire che voltare le spalle ad un popolo in difficoltà. In questo caso ciò è rafforzato dalla riconoscenza per quanto da loro avuto nei momenti di disperazione, nonostante il fatto che la discriminazione in quell’occasione non è mancata da parte nostra…”.

Ma la solidarietà espressa in azioni concrete dal popolo albanese ha dei precedenti nella storia. E non di poco conto. “Gli albanesi hanno accolto e protetto profughi ebrei provenienti dalla Turchia durante la seconda guerra mondiale a costo della loro stessa vita. Alla fine di questa guerra guarderemo chi ci sta vicino, anche istituzionalmente, con occhi diversi e sicuramente distingueremo chi condivide con noi solo rapporti ‘d’affari’ (loro) e chi invece sa agire con disinteresse… Perciò, dico che il gesto, straordinario per le loro forze, mi commuove ma non mi sorprende. L’ Italia poteva immaginare di avere un popolo amico dall’altra parte dell’Adriatico, noi arbëreshë sapevamo di avere dei fratelli”.

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