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Alberi Monumentali pugliesi, un faggio e tre cerri nel Bosco di Faeto Canale del Feudo

Salgono a 144 gli alberi pugliesi censiti nell’Elenco nazionale degli Alberi Monumentali. «Nell’elenco predisposto dalla Sezione Gestione Sostenibile e Tutela delle Risorse Forestali e Naturali del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia ci sono 44 alberi, in massima parte individuati nella Capitanata grazie alla ricognizione degli alberi monumentali affidata al Centro Studi Naturalistici di Foggia» spiega in una nota la Regione Puglia. Anche il Comune di Faeto rientra tra i pochi Comuni in cui sono stati inseriti gli alberi pugliesi censiti nell’Elenco nazionale degli Alberi Monumentali. 

In particolare nel territorio della comunità francoprovenzale, in località Bosco di Faeto Canale del Feudo, sono state individuati quattro alberi di interesse storico naturalistico, di cui un faggio e tre cerri. Del resto, Faeto è meta di turismo per le sue bellezze storiche, culturali,  enogastronomiche, architettoniche ed anche paesaggistiche, grazie al bellissimo bosco a pochi passi dal centro abitato meta di escursioni e vita all’aria aperta. Esteso per 121 ettari, il Bosco di Faeto consente di immergersi in paesaggio idilliaco, fatto da vegetazione rigogliosa vegetazione in cui emergono alberi giganteschi e affascinanti, bellissimi da ammirare in tutte le stagioni dell’anno. Proprio per queste caratteristiche il bosco è richiamo di turisti e naturalisti provenienti da ogni parte d’Italia.

Per quanto riguarda il censimento pugliese, invece, «nel territorio di Accadia, in località Casone Paduli, sono state individuate ben 11 querce di grande bellezza e maestosità, di cui un cerro e dieci roverelle. La più grande ha una circonferenza di ben 560 centimetri a petto d’uomo. Altre querce di grande interesse storico-naturalistico, seppur di dimensioni minori, sono quelle del bosco dell’Incoronata. Completano questo elenco un eucalipto, una quercia e un carrubo nella zona di Molfetta, una fitolacca sull’isola di San Nicola nell’arcipelago delle Tremiti, un ginepro coccolone nell’oasi di Torre Guaceto ed un leccio in località Tesoretto a Poggiardo».
Foto: www.fanpuglia.it

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