Il 17 gennaio le comunità arbëreshë ricordano Giorgio Castriota Skanderbeg
Il 17 gennaio del 1468 moriva l’eroe nazionale Giorgio Castriota Skanderbeg, il condottiero che guidò la resistenza albanese bloccando per decenni l’avanzata dei turchi-ottomani verso l’Europa. Il legame tra Giorgio Castriota Skanderbeg e la Puglia è ancora oggi molto forte. Tra il 1461 e il 1470, infatti, vi si stabilì una numerosa comunità di albanesi, giunti in Puglia al seguito al condottiero intervenuto a sostegno di Ferrante I d’Aragona contro Giovanni d’Angiò. L’impronta albanese è tuttora viva nella lingua e nella cultura locale. Lo sanno bene nei comuni di Casalvecchio di Puglia e di Chieuti, in provincia di Foggia, in cui sono ancora vive la lingua e la cultura arbëreshë.
I due centri furono fondati nel XV secolo dagli immigrati albanesi ben accolti dai sovrani aragonesi del Regno di Napoli, grazie ai rapporti fraterni che li legavano al valoroso capo della lega dei kapedan albanesi, Giorgio Castriota Skanderbeg. Fu l’invasione della Grecia da parte dei Turchi Ottomani nel XV secolo che costrinse molti Arbëreshë ad emigrare nelle isole sotto il controllo di Venezia e in Italia meridionale. I centri arbëreshë d’Italia, come Casalvecchio di Puglia e Chieuti, da allora, hanno conservato i costumi e la lingua arcaici.



