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Faeto, un successo la ‘Fète de lu cajùnne’. La Sagra del Maiale festeggia la 39^ edizione

Anche quest’anno è tornato a Faeto l’appuntamento con la Sagra del Maiale, la tradizionale ‘Fète de lu cajùnne’, giunta alla 39^ edizione. Il caratteristico borgo dei Monti Dauni, di provenienza francoprovenzale, ha celebrato domenica 2 febbraio l’antico rito con l’obiettivo di valorizzare l’importanza che ha per il territorio la figura per eccellenza, ‘lu cajunnè’, simbolo di abbondanza per le rinomate specialità gastronomiche. L’evento, organizzato dall’Amministrazione comunale guidata da Michele Pavia in collaborazione con le associazioni del territorio, è iniziata con l’allestimento dei mercatini dei prodotti tipici e le visite guidate nel centro storico, tra l’antica chiesa madre ed i caratteristici vicoletti, con particolare attenzione dedicata alla scoperta del ‘Museo civico del territorio’, che è stato possibile visitare grazie alla guida del direttore Francesco Paolo Maulucci.

Importante nel corso della giornata anche la visita alla mostra fotografica ‘Faeto nel tempo’ a cura di Aldo Genovese e l’interessante visita al Mulino Pirozzoli che ha fatto rivivere le tecniche di lavorazione della farina con Ausilia Pirozzoli che ne ha spiegato il funzionamento. Molto seguito anche il tutorial dedicato alla lavanda per conoscere i segreti dell’invaso della pianta tipica della Provenza e la raccolta di adesioni al progetto ‘Un albero tutto mio’ per preservare le risorse paesaggistiche ed ambientali del bosco di Faeto. La Sagra è entrata nel vivo alle ore 11 con la tradizionale depilazione del maiale nero a cura degli esperti dell’allevamento locale e con la degustazione in piazza dei piatti tipici di tradizione faetana, tra cui il ‘soffritto’, antica pietanza locale a base di carne di maiale, peperoni, patate, uniti al pane unto, ed accompagnati da un buon piatto di fagioli di Faeto preparati insieme alla cotenna del maiale. Il pomeriggio è stato dedicato al teatro itinerante carnevalesco che visto la partecipazione di ragazzi, giovani, impegnati nella rappresentazione di scenette e racconti, legati alle tradizioni del carnevale faetano, declamati anche in lingua francoprovenzale.

Anche quella di ieri, dunque, è stata una vera e propria festa, ‘féte’, la cui magia resta intatta ancora oggi: musiche, balli popolari, giochi, animazione, hanno reso piacevole trascorrere tutta la giornata a Faeto gustando le bellezze paesaggistiche e gastronomiche. L’appuntamento è stato caratterizzato da un denominatore comune rappresentato dalla scoperta dell’origine francoprovenzale dell’enclave di Faeto: l’incontro con la storia, la cultura, la lingua madre, la conoscenza delle  tradizioni racchiuse nei prodotti tipici, con l’obiettivo di suscitare la curiosità e l’interesse dei visitatori che avranno l’opportunità di avvicinarsi alla lingua francoprovenzale, ancora oggi parlata nel nostro piccolo Comune. “L’obiettivo fondamentale di questa giornata – ha detto gli organizzatori – è quello di esaltare, dunque, le qualità tipiche del nostro piccolo borgo, inserito tra ‘i borghi autentici d’Italia’, quali la comunità, identità, dedizione, qualità dei processi creativi e convivialità, che sono il leitmotiv dei vari percorsi pensati per la riscoperta del territorio”.

Foto tratte dalla pagina facebook di Vito De Michele

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