Anche il ‘Fuoco di San Giuseppe a Carrese di Chieuti’ nel registro dei rituali di fuoco della Regione Puglia. Previsti altri contributi
C’è anche ‘il Fuoco di san Giuseppe a Carrese di Chieuti’ tra gli eventi legati alla tradizione del fuoco iscritti nel registro istituito dalla Regione Puglia. I falò, originariamente riti utili a scandire i cicli stagionali di una società prettamente agricola e legata alle fasi della natura, poi tramutati in riti religiosi di tipo cristiano, accomunano ancora oggi popoli e culture differenti in tutta Europa, con significati diversi e allo stesso tempo simili: il fuoco del falò rappresenta l’energia vitale, la purificazione, un modo per scacciare l’oscurità e dare il benvenuto alla luce e alla fertilità della primavera; ma anche un modo per rafforzare l’identità di una comunità in un momento di festa. E adesso la Regione Puglia stanzia un nuovo contributo per il 2019 con l’obiettivo di supportare gli eventi caratterizzati da rituali festivi legati al fuoco che concorrono a formare il calendario annuale delle manifestazioni storiche della Puglia. L’impegno di spesa e il nuovo bando, pubblicato ieri sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, discendono dalla legge regionale riguardante ‘Interventi per la valorizzazione dei rituali festivi legati al fuoco‘, approvata da parte del Consiglio regionale nel gennaio 2018, per ottimizzare le potenzialità di questo particolare patrimonio culturale e folkloristico. Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del bando i Comuni e gli enti che svolgono attività senza scopo di lucro, quali associazioni e comitati, che organizzano gli eventi, iscritti nel registro istituito dalla Regione, potranno presentare le richieste di assegnazione del contributo.
Ad oggi risultano iscritti dodici eventi nel registro regionale. Sono in particolare “I Fuochi di San Giuseppe a Bovino”, “il Fuoco di san Giuseppe a Carrese di Chieuti”, il tradizionale Falò di Santa Lucia a Corato “La JO’-A –JO'”, “Sant’Antoni te le Focare” a Cutrofiano, Festa di Sant’Antonio Abate a Giovinazzo, il Rito della Focara e delle Focareddhere in onore di Sant’Antonio Abate a Guagnano, la Focareddhra de Sa’ Vicenzu a Miggiano,” La notte dei Falò di Santa Lucia a Putignano, le Fanoje di San Giuseppe a Monte Sant’Angelo, la Forareddha di Sant’Andrea a Presicce-Acquarica, le Fracchie di San Marco in Lamis e i “Fuochi del Santo Patrono Sant’Antonio Abate a Rocchetta Sant’Antonio. Le attività da finanziare saranno selezionate da apposita commissione giudicatrice sulla base di specifici criteri: la qualità dell’evento in rapporto alle finalità individuate dalla Regione, l’afflusso di pubblico, l’appartenenza ad un circuito di manifestazioni storiche di interesse locale, il coinvolgimento celebrazione o rappresentazione che coinvolge più città italiane o europee con loro tradizioni e culture.



